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	<title>Comunicati Stampa Informatica Friuli &#187; Arte e Cultura</title>
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	<description>Pubblica gratis i tuoi comunicati stampa su Informatica Friuli.</description>
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		<title>Porte interne in vetro decorate: ecco come vengono realizzate</title>
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		<pubDate>Mon, 19 Jul 2010 15:01:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>scribacchione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Arte e Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[porte]]></category>

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		<description><![CDATA[Come vengono realizzate le porte interne in vetro decorate? Henry glass, prima azienda ad aver lanciato la porta tuttovetro non intelaiata e a renderla un prodotto accessibile, racconta con un video sul proprio canale YouTube dedicato alle porte in vetro il making of della nuova collezione di porte in vetro firmate da Ugo Nespolo.
Il video [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Come vengono realizzate le <a href="http://www.henryglass.it/porte_interne.html">porte interne</a> in vetro decorate? Henry glass, prima azienda ad aver lanciato la porta tuttovetro non intelaiata e a renderla un prodotto accessibile, racconta con un video sul proprio canale YouTube dedicato alle porte in vetro il making of della nuova collezione di porte in vetro firmate da Ugo Nespolo.</p>
<p>Il <b>video</b> infatti rappresenta bene il processo di realizzazione delle <a href="http://www.henryglass.it/porte_interne.html">porte interne</a> in vetro decorate Henry glass che coniuga l’artigianalità che ha caratterizzato da sempre l’azienda veneta e che garantisce l’unicità di ciascun prodotto, con le più avanzate tecnologie industriali di lavorazione del vetro.</p>
<p>Si vede così, nel caso delle porte in vetro firmate da Nespolo, la lavorazione artigianale del decoro in mosaico realizzata a mano, la composizione accurata del decoro, la realizzazione del foro sul vetro attraverso la tecnica del water-jet (brevetto esclusivo Henry glass) e quindi l’inserimento del decoro.</p>
<p>Le <b><a href="http://www.henryglass.it/porte_interne.html">porte interne</a></b> decorate Henry glass si suddividono in due collezioni:</p>
<p>• <b>Segni di Vetro</b>, che propone porte in vetro dalle decorazioni essenziali, geometriche, delicate, ma dal forte impatto distintivo. Segni, appunto, colorati o monocromatici, applicati o impressi sul vetro con diverse tecniche di lavorazione: dalla fusione in vetro all’incisione sabbiata fino alla specchiatura;</p>
<p>• <b>Vetroveneto</b>, che riprende la tradizione artistica dell’azienda e la esalta, elevando le porte in vetro a vere e proprie opere d’arte. Pezzi unici in cui trovano collocazione i decori prestigiosi di alcuni tra i più famosi creativi italiani di fama internazionale.<br />
Creazioni uniche che portano la firma di Alessandro Mendini, Bruno Munari, Afra e Tobia Scarpa, Riccardo Dalisi, Renata Bonfanti, Emilio Tadini e da quest’anno anche Ugo Nespolo con le porte interne decorate presentate nel video.</p>
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		<title>Diatribe e differenze di vedute in materia di restauro</title>
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		<pubDate>Wed, 30 Jun 2010 10:37:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>frapp</dc:creator>
				<category><![CDATA[Arte e Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[restauro]]></category>
		<category><![CDATA[restauro edifici]]></category>
		<category><![CDATA[restauro monumenti]]></category>
		<category><![CDATA[restauro opere d’arte]]></category>

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		<description><![CDATA[Il restauro di opere, monumenti ed edifici antichi è un settore molto importante, soprattutto per un paese come l’Italia.
Restaurare significa portare a nuova vita opere che nel tempo sono state rovinate o semidistrutte, un’attività tutt’altro che facile. Qualsiasi restauratore o impresa, sia che si parli di un’impresa di costruzioni edili che si occupa di opere [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il restauro di opere, monumenti ed edifici antichi è un settore molto importante, soprattutto per un paese come l’Italia.</p>
<p>Restaurare significa portare a nuova vita opere che nel tempo sono state rovinate o semidistrutte, un’attività tutt’altro che facile. Qualsiasi restauratore o impresa, sia che si parli di un’<a href="http://www.dallaverde.it/residenze.asp">impresa di costruzioni edili</a> che si occupa di opere poco conosciute, che di restauratori che si trovano a rinnovare opere conosciute in tutto il mondo, quando si trova di fronte ad un monumento o ad un quadro da riportare a nuova vita, deve tenere in considerazione diversi fattori, e considerare anche la storia dell’opera stessa. </p>
<p>Restaurare un’opera artistica o architettonica, soprattutto se molto antica, non significa solo ripulirla e ripararla, come si farebbe con un qualsiasi oggetto o con una qualsiasi abitazione, significa studiarne la storia e approcciarsi all’opera come se si trattasse di qualcosa di vivo, che continua a parlarci del suo, e del nostro, passato. Quando si parla di restauro, si va spesso incontro a diatribe e differenze di vedute tra coloro che prediligono interventi che non lascino intravedere la mano del restauratore, e coloro che invece ritengono che si debba poter distinguere tra le parti originali dell’opera e quelle che invece sono state oggetto di restauro. Tale diatriba ha coinvolto i professionisti del <a href="http://www.dallaverde.it/profilo.asp">restauro monumenti</a> ed edifici storici sin dagli albori del restauro. </p>
<p>Possiamo dire che il restauro come lo intendiamo ancora oggi nasce verso la fine del Settecento, quando in seguito agli scavi di Pompei ed Ercolano, alla scoperta delle antichità egizie  e al nuovo interesse verso le antichità greche, si cominciano a studiare approfonditamente i beni artistici e architettonici del passato, e di conseguenza si sviluppa anche un interesse verso il restauro e la conservazione di tali beni. Nel corso dell’Ottocento le differenze di vedute in materia di restauro danno vita a due correnti separate, quella del restauro storico e quella del restauro filologico. Nel primo caso si parte da documenti storici per restaurare l’opera, in modo da restituire al presente l’opera così come doveva apparire nella mente di chi l’aveva progettata, senza tener dunque conto delle modifiche che si sono avute nel corso del tempo. Il restauro filologico sostiene invece che non si debbano tralasciare le aggiunte e i cambiamenti di valore artistico che si sono avuti nel tempo, e che raccontano comunque la storia dell’opera stessa. Nella prima metà del Novecento il lavoro del restauratore si arricchisce di nuovi spunti grazie anche a Giovannoni, che puntualizza come l’attività di restauro debba essere un lavoro di squadra tra architetti, chimici, geologi e altri specialisti, in modo da operare tenendo presenti diversi aspetti dell’opera o dell’edificio. Sempre nel Novecento si sviluppano nuove tendenze e correnti, a testimonianza di come il dibattito sul restauro non si sia affatto esaurito. Tra le posizioni più celebri e influenti possiamo ricordare il restauro critico e le teorie di Cesare Brandi, che sosteneva tra l’altro la necessità di guardare all’opera sia dal punto di vista artistico che dal punto di vista storico.</p>
<p>Quando si parla di <a href="http://www.dallaverde.it/ecologia.asp">restauro edifici</a>, opere e monumenti, in conclusione, si parla di una materia più ostica di quanto si possa pensare, una materia che non fornisce soluzioni e teorie univoche, ma punti di vista e posizioni a volte in contrasto tra di loro. </p>
<p>Articolo a cura di Francesca Tessarollo<br />
Prima Posizione Srl &#8211; <a href="http://www.prima-posizione.it/consulenza-web-marketing/ies/modulo-ordine-ies.html">vendita online</a></p>
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		<title>Il ritorno alla manualità nell’arte contemporanea</title>
		<link>http://comunicati-stampa.informaticafriuli.com/7479/arte-e-cultura/il-ritorno-alla-manualita-nell%e2%80%99arte-contemporanea.html</link>
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		<pubDate>Wed, 09 Jun 2010 12:38:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>frapp</dc:creator>
				<category><![CDATA[Arte e Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[arte contemporanea]]></category>
		<category><![CDATA[arte e manualità]]></category>
		<category><![CDATA[elettroutensili]]></category>
		<category><![CDATA[mostre]]></category>

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		<description><![CDATA[C’è ancora spazio nell’arte contemporanea e nel mondo del digitale per la manualità? Gli artisti devono tornare ad essere degli artigiani, o devono continuare a seguire la scia del minimalismo e del concettualismo?
Con l’arte concettuale, l’arte povera e il minimalismo, l’artista ha cessato di essere un homo faber, un artigiano dalla straordinaria manualità, e ha [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>C’è ancora spazio nell’arte contemporanea e nel mondo del digitale per la manualità? Gli artisti devono tornare ad essere degli artigiani, o devono continuare a seguire la scia del minimalismo e del concettualismo?</p>
<p>Con l’arte concettuale, l’arte povera e il minimalismo, l’artista ha cessato di essere un homo faber, un artigiano dalla straordinaria manualità, e ha smesso anche di sporcarsi le mani, immergendole, graffiandole, rovinandole con la materia e con i colori. Ma questo non significa che non sia possibile un’inversione di tendenza, anzi: ci sono dei segnali che indicano un ritorno dell’artista alla manualità, alla produzione artigianale delle proprie opere, un ritorno insomma alle botteghe di un tempo, nelle quali i più grandi artisti del Rinascimento e di altre epoche storiche lavoravano circondati dai propri arnesi, da collaboratori e da apprendisti che desideravano apprendere la tecnica del maestro. Un ritorno agli arnesi e al lavoro manuale, nell’epoca in cui viviamo, non significa però riprendere in mano solo scalpello e pennello, significa anche riuscire a sfruttare al meglio le nuove <a href="http://www.diduca.it/galleria.php?cat=42">attrezzature utensili</a>, frutto delle più recenti innovazioni tecnologiche, che pur non essendo stati studiati appositamente per creare opere artistiche, possono comunque entrare in questo mondo, mettendosi al servizio dell’estro e della creatività dei nuovi o dei futuri maestri dell’arte contemporanea. </p>
<p>Il mondo dell’arte e quello della tecnologia hanno già trovato dei terreni d’incontro, come dimostra per esempio la mostra “La nuova manualità nell’era digitale”, tenutasi nella chiesa sconsacrata di San Carpoforo di Milano nel corso del 2009. Un evento nato dalla collaborazione tra due dei più importanti esponenti dei relativi mondi, che solo all’apparenza si muovono su binari paralleli, ossia l’Accademia di Belle Arti di Brera e la <a href="http://www.diduca.it/galleria.php?cat=30">Bosch Elettroutensili</a>, che ha messo a disposizione dei laboratori dell’Accademia un’ampia scelta di utensili. Con la coordinazione di Gaetano Grillo, artista e docente presso la stessa Accademia, 25 giovani artisti hanno potuto esporre le proprie opere, create con elettroutensili Bosch, Skil e Dremel, con l’intento dichiarato di dimostrare come sia possibile un ritorno alla manualità utilizzando anche degli elettroutensili di ultima generazione. I giovani artisti che hanno presentato le proprie opere hanno utilizzato, tra l’altro, levigatrici, trapani e pistole a spruzzo, avvalendosi solo di strumenti con tecnologia al litio, per unire all’intento creativo anche la volontà di contribuire attivamente alla salvaguardia dell’ambiente: gli elettroutensili al litio, infatti, contengono il 70% in meno di metalli pesanti rispetto agli attrezzi alimentati con batterie al nichel cadmio, e producono il 40% di anidride carbonica in meno. Le opere realizzate sono state poi valutate da una giuria presieduta dal direttore dell’Accademia, che ha premiato gli artisti più meritevoli con dei kit completi di elettroutensili, ad incoraggiare questi giovani talentuosi a continuare sulla strada della manualità per esprimere la propria creatività.</p>
<p>Il ritorno alla manualità nell’arte, sembra dirci l’evento, è dunque possibile, anche grazie alle aziende operanti in settori completamente diversi da quello artistico, come quello della <a href="http://www.diduca.it/galleria.php?cat=31">vendita elettroutensili</a>, e che permettono all’artista di entrare in una nuova dimensione del fare, per molti versi diversa rispetto a quella degli artisti/artigiani di un tempo, ma con degli innegabili punti di contatto. </p>
<p>Articolo a cura di Francesca Tessarollo<br />
Prima Posizione Srl  &#8211; <a href="http://www.prima-posizione.it/posizionamento-motori-ricerca/top-seo-adv/">posizionamento motore ricerca</a></p>
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		<title>L’arte di UniCredit Group e Fondazione Cariverona su mobile con Intesys</title>
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		<pubDate>Wed, 19 May 2010 15:27:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Intesys</dc:creator>
				<category><![CDATA[Arte e Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[fondazione cariverona]]></category>
		<category><![CDATA[Intesys]]></category>
		<category><![CDATA[mobile site]]></category>
		<category><![CDATA[past present future]]></category>
		<category><![CDATA[unicredit group]]></category>

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		<description><![CDATA[Past Presente Future è su Smartphone.  Le collezioni UniCredit Group e Fondazione Cariverona  si lasciano scoprire anche su Mobile. Go live di www.pastpresentfuture.mobi con Intesys.
Past Present Future è anche su mobile. Implementato dalla web agency Intesys, Past Present Future è infatti consultabile dal proprio smartphone sul mobile site www.pastpresentfuture.mobi.
Past Present Future è un’esposizione che raccoglie [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Past Presente Future è su Smartphone.  Le collezioni UniCredit Group e Fondazione Cariverona  si lasciano scoprire anche su Mobile. Go live di www.pastpresentfuture.mobi con Intesys.</strong></p>
<p><strong>Past Present Future</strong> è anche su <strong>mobile</strong>. Implementato dalla <strong><a href="http://www.intesys.it/">web agency</a></strong> Intesys, <strong>Past Present Future</strong> è infatti consultabile dal proprio smartphone sul mobile site <strong><a href="http://www.pastpresentfuture.mobi/">www.pastpresentfuture.mobi.</a></strong></p>
<p><strong>Past Present Future</strong> è un’esposizione che raccoglie 80 opere d’arte appartenenti alla <strong>Collezione del Gruppo UniCredit </strong>assieme ad otto capolavori della <strong>Fondazione Cariverona</strong> e, dopo il debutto al Bank Austria Kunstforum di Vienna, da febbraio si tiene presso il <strong>Palazzo della Ragione di Verona</strong>, promossa da UniCredit Group e Fondazione Cariverona con il patrocinio del <strong>Comune di Verona</strong>.</p>
<p>All’interno di  <strong><a href="http://www.pastpresentfuture.mobi/">www.pastpresentfuture.mobi</a></strong>, a disposizione del pubblico sono presenti una selezione di <strong>opere</strong>, indicazioni per <strong>raggiungere </strong>la mostra, ed <strong>informazioni</strong> e curiosità relative a Past Present Future. Inoltre sono consultabili <strong>schede dettagliate</strong> su soggetti esposti, con specifiche sull’opera ed il suo autore, e link dedicati a <strong>servizi informativi di supporto</strong>.</p>
<p>L’estensione al mobile amplia i supporti disponibili al pubblico per dare la possibilità di offrire un’anteprima delle principali opere esposte ed avere accesso alle principali informazioni relative alla mostra, come ad esempio la <strong>suddivisione in sette gruppi</strong> <strong>tematici</strong>, che attraversano stili e movimenti artistici dal XVI secolo a oggi e raccolgono noti artisti come Hans Makart, De Chirico e Savinio, Thomas Struth e Candida Höfer.</p>
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		<title>Caravaggio e la fuga</title>
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		<pubDate>Wed, 14 Apr 2010 13:11:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>pivari</dc:creator>
				<category><![CDATA[Arte e Cultura]]></category>

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		<description><![CDATA[A Genova la mostra della pittura di paesaggio nelle Ville Doria Pamphilj
In occasione della riapertura degli interni restaurati e dei giardini di Villa del Principe, la Societ&#224; Arti Doria Pamphilj &#232; lieta di presentare la grande mostra &#8220;Caravaggio e la fuga. La pittura di paesaggio nelle Ville Doria Pamphilj&#8221;. Circa ottanta opere, di cui molte [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>A Genova la mostra della pittura di paesaggio nelle Ville Doria Pamphilj</em>
<p>In occasione della riapertura degli interni restaurati e dei giardini di Villa del Principe, la <strong><a href="http://www.dopart.it">Societ&agrave; Arti Doria Pamphilj</a></strong> &egrave; lieta di presentare la grande mostra <strong>&ldquo;Caravaggio e la fuga. La pittura di paesaggio nelle Ville Doria Pamphilj&rdquo;</strong>. Circa ottanta opere, di cui molte inedite, che documentano il mecenatismo della celebre dinastia genovese-romana, caratterizzato dalla costruzione e allestimento di magnifiche ville extraurbane, divenute oggi monumenti nazionali: l&rsquo;antica villa marittima di Pegli a Genova, la famosa villa al Gianicolo detta del Bel Respiro, i casini d&rsquo;Anzio e Nettuno, la villa fluviale a Trastevere conosciuta come Ripa Grande, quella dei Castelli romani ad Albano. </p>
<p><img width="90%" src="http://www.artattackadvertising.it/comunicatistampa/caravaggioelafuga.jpg" />&nbsp;</p>
<p>I quadri esposti in mostra sono quindi elaborati cicli pittorici commissionati per ornare queste splendide ville e costituiscono una tra le pi&ugrave; straordinarie collezioni di paesaggi al mondo, comprendente opere di Momper, Bril, Grimaldi, Anesi, Swanevelt, Van Bloemen e molti altri maestri. </p>
<p>Ad introdurre le opere presenti, il celeberrimo capolavoro giovanile di Caravaggio,<strong> Riposo durante la Fuga in Egitto</strong>, unica opera dell&rsquo;artista lombardo che comprenda un brano significativo di paesaggio, originariamente parte dell&rsquo;arredo di uno dei Casini della villa al Gianicolo. </p>
<p>Fa da appendice alla mostra una serie di foto d&rsquo;autore dell&rsquo;artista contemporanea<strong> Lala Meredith-Vula</strong>. Intensi scatti in bianco e nero sul tema dei quattro elementi, pensati per essere accolti nella nuova residenza extraurbana della famiglia: il Rifugio Floridi Doria Pamphilj montano a Guarcino. Rivive cos&igrave; il sogno antico di fuggire dalla civilt&agrave; urbana moderna che, scomparsa la civilt&agrave; agricola, domina, oggi ancor di pi&ugrave;, i paesaggi della societ&agrave; contemporanea. </p>
<p><a href="http://www.artattackadv.com">Art Attack Adv</a>, agenzia di comunicazione di <a href="http://www.dopart.it">Arti Doria Pamphilj</a>, ha sviluppato per la mostra un&rsquo;applicazione scaricabile dall&#8217;<strong>App Store di iTunes </strong>che rivoluziona il concetto di audioguida. Oltre ad accompagnare i visitatori durante il percorso espositivo,<strong> &ldquo;Caravaggio e la fuga&rdquo;</strong> &egrave; infatti una mini-guida con testi e immagini delle opere che i possessori di <strong>iPhone e iPod touch </strong>potranno portare via con s&eacute; come un souvenir virtuale di grande valore storico-artistico.</p>
<p><img width="90%" src="http://www.artattackadvertising.it/comunicatistampa/caravaggioiphone.jpg" /></p>
<p>Maggiori informazioni su <a href="http://www.caravaggioelafuga.it">http://www.caravaggioelafuga.it</a></p>
<p><a href="http://www.pivari.com/prodotti-im/diffusione-cs/">Distribuzione comunicati stampa</a> internet<br />Comunicati-Stampa.com / Pivari.com<br />fabrizio (at) pivari.com</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Settimana aperta all&#8217;Istituto Confucio</title>
		<link>http://comunicati-stampa.informaticafriuli.com/6641/eventi/settimana-aperta-allistituto-confucio.html</link>
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		<pubDate>Thu, 08 Apr 2010 12:50:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>martinapp</dc:creator>
				<category><![CDATA[Arte e Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[calligrafia cinese]]></category>
		<category><![CDATA[cultura cinese]]></category>
		<category><![CDATA[istituto confucio]]></category>
		<category><![CDATA[opera di pechino]]></category>

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		<description><![CDATA[L'Istituto Confucio organizza una settimana di workshop su diversi temi della cultura popolare cinese. Saranno trattati gli elementi più importanti della tradizione cinese, dal Taiqi alla calligrafia.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Per festeggiare il suo primo anno di attività, l&#8217;Istituto Confucio di Padova organizza la:</p>
<p style="text-align: center"><span style="color: #000000"><strong>Settimana aperta all&#8217;Istituto Confucio: vivere la cultura cinese!</strong></span></p>
<p>Lunedì 12 aprile, ore 17: Prof. Xu Guanglie<br />
Racconta la vera Cina</p>
<p>Martedì 13 aprile, ore 15: Dott.ssa Martina Meneghetti<br />
La quintessenza della Cina: l&#8217;Opera di Pechino.</p>
<p>Mercoledì 14, ore 15: Sig.ra Cai Yanling<br />
Il rito del tè (dimostrazione e degustazione)</p>
<p>Giovedì 15 aprile, ore 15: Maestro Zhou Song<br />
L&#8217;arte della calligrafia cinese: dimostrazione di scrittura</p>
<p>Venerdì 16 aprile, ore 15: Prof. Wang Fusheng<br />
Lezione dal titolo &#8220;Introduzione agli Strumenti Musicali Cinesi&#8221;</p>
<p style="text-align: center">Gli eventi si terranno presso l&#8217;Istituto Confucio di Padova<br />
L&#8217;ingresso è gratuito</p>
<p>Dato il numero limitato di posti disponibili, per partecipare si prega di prenotarsi via mail o via telefono ai riferimenti sotto indicati:</p>
<p>Istituto Confucio di Padova<br />
via Beato Pellegrino, 28<br />
35137 Padova<br />
tel. 049 8274873<br />
istituto.confucio@unipd.it</p>
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